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Gen 12

Come progettare se stessi nel domani

Fonte: Corriere della Sera

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di Beppe Severgnini

Le risposte di 87 laureati di successo del Politecnico di Milano

Le grandi università americane, pur disponendo di patrimoni impressionanti, chiedono molti soldi agli studenti e alle loro famiglie. Costo annuale per insegnamento (tuition) e alloggio (room and board), qualche esempio: Yale $47.600, Brown $48.272, Columbia $50.526, University of Chicago $64.965, New York University $65.860. E’ normale indebitarsi per gli studi, negli USA. Eppure i laureati (alumni) portano la propria università nel cuore. E nel portafoglio. Se diventano ricchi, si ricordano da dove sono venuti, con donazioni e lasciti.

In Italia, siamo ancora principianti; ma qualcosa si muove. Dal lato finanziario e dal lato sentimentale.
La mia università (Pavia), per esempio, si dà da fare. Alcuni di noi sono convocati, il 10 febbraio, per «L’Arca delle Virtù: da Agostino al XXI secolo». Parleremo di speranza: merce rara, di questi tempi. Di speranza si occupa anche il Politecnico di Milano. Ha chiesto infatti a 87 laureati di successo come «progettare se stessi nel domani». Anzi, nel dopodomani: il titolo del volume è Verso il 2099. Sebbene siano presentati come «Top Influencers» (quelle horreur!), gli alumni del Politecnico hanno risposto. Cose intelligenti, devo dire.

Roger Abravanel: «Per non rifare gli errori del passato, diventate sempre più cittadini del mondo».
Stefano Arganese: «In un mondo in mutamento, potete sopravvivere solo se riuscite a destreggiarvi tra tante cose». Luciano Bonetti: «Mai sacrificare i propri sogni, neppure per assecondare i desideri dei genitori». Guido Cami: «Fare una cosa bene o mediocramente costa la stessa fatica. Quindi meglio farla al meglio e distinguersi dagli approssimativi». Elio (Stefano Belisari): «Fate quello in cui siete bravi». Luigi Ferrari: «Non abbiate paura di circondarvi di persone di valore. Quando si vince, tutti vincono». Luciano Gobbi: «Di fronte a una scelta professionale, scegliete la strada più difficile». Vittorio Gregotti: «Cercate di non essere originali, né ‘artisti’, a priori». Alberto Iperti: «Inventate il prossimo Pokémon Go». Virginia Magliulo: «Una volta al mese fate una giornata di ‘’digital detox’». Alessandro Ortis: «Avrete bisogno di saper, saper fare, saper far sapere e saper far fare». Patricia Viel: «Uscite dalla prospettiva della crisi: cercate di comprendere cosa sia cambiato». Franco Villani: «Continuate ad allenarvi e guardate sempre oltre la vostra disciplina». Non è vero, dunque, che tutti siano disinteressati a cosa succede dopo di loro. Bene

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