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Set 02

Brexit, mozione laburista contro il no deal e Johnson pensa a convocare subito elezioni anticipate

Fonte: La Repubblica

di Enrico Faanceschini

All’indomani delle manifestazioni in tutto il Regno Unito contro la sospensione dei Comuni, i laburisti hanno fissato a martedì la presentazione di un disegno di legge che blocchi una Brexit senza accordo

Il partito laburista ha confermato oggi che martedì presenterà in parlamento una mozione per impedire il “no deal”, l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea senza accordi, minacciata da Boris Johnson in mancanza di concessioni da parte della Ue sulla questione del confine irlandese. “Nessun governo è al di sopra della legge”, ha dichiarato alla Bbc Keir Starmer, il responsabile del Labour per la Brexit, esprimendo fiducia che la camera dei Comuni riuscirà ad approvare un provvedimento per escludere la possibilità del “no deal” e costringere Downing Street a chiedere un prolungamento della trattativa con Bruxelles, che al momento scade il 31 ottobre, fra appena 60 giorni.Ma il vicepremier Michael Gove, in un’altra intervista con SkyNews, si è rifiutato di dire se il governo obbedirà a un voto di questo tipo da parte dei deputati, che del resto avranno meno di una settimana per legiferare sulla materia a causa della sospensione dei lavori del parlamento per cinque settimane annunciata nei giorni scorsi da Johnson, suscitando accuse di avere calpestato la costituzione e la democrazia britannica con un sorta di golpe sul quale pendono anche i ricorsi in tribunale dell’ex-premier conservatore John Major e di altri attivisti pro-Ue.
E un modo per aggirare il blocco del “no deal” potrebbe essere convocare immediatamente elezioni anticipate: sarebbe questo il piano di Johnson, secondo indiscrezioni pubblicate dalla stampa domenicale. Il Regno Unito verrebbe chiamato alle urne prima della scadenza della Brexit del 31 ottobre, per decidere di fatto che strada e che leader seguire. “O me o il caos con Jeremy Corbyn” è il messaggio che il premier avrebbe rivolto in questi giorni ai parlamentari ribelli del suo partito intenzionati a votare con l’opposizione contro il “no deal”: uno slogan che andrebbe bene anche per una campagna elettorale. Johnson minaccia anche i ribelli Tories di non candidarli alle prossime elezioni.
Intanto il capo-negoziatore europeo Michel Barnier esclude la possibilità di cancellare o ritoccare il “backstop”, la misura concordata in due anni di precedenti trattative con Londra per mantenere aperto il confine fra Irlanda del Nord britannica e repubblica d’Irlanda, il punto cruciale che i brexitiani rifiutano di accettare. In un articolo da lui scritto per il Sunday Telegraph, Barnier ribadisce che la Ue non può fare ulteriori concessioni sulla questione e che il “backstop” potrà essere eventualmente rivisto nei due anni di transizione destinati a entrare in vigore se e quando sarà approvato l’accordo. Ma con il “no deal” non ci sarà nessuna transizione e lo stesso capo-negoziatore europeo sembra convinto che sarà questo l’esito della Brexit, a meno che nei prossimi giorni il parlamento non vinca il braccio di ferro con Downing Street.

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