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Giu 24

Brexit, la Ue verso vertice d’emergenza

Fonte: La Repubblica

euro

In Europa i leader si preparano per approntare una risposta adeguata alla decisione britannica di lasciare l’Unione. Tusk: “Siamo determinati a mantenere la nostra unità a 27”

La Gran Bretagna esce dall’Unione europea. E l’Europa, svegliatasi di primo mattino attonita per la notizia della vittoria della Brexit, cerca ora di predisporre una reazione adeguata. Perchè, come ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, “l’Unione è determinata a mantenere la sua unità a 27”. Lo stesso Tusk ha precisato anche che “non ci sarà un vuoto giuridico perché la legislazione Ue continuerà a essere applicata al Regno Unito”.
Altro obiettivo urgente, in vista dell’apertura delle Borse europee e dopo il crollo di quelle asiatiche, è quello di rassicurare i mercati. Questa mattina è perciò prevista la pubblicazione di una comunicazione della Bce, che prima del voto aveva detto di essere preparata ad affrontare qualsiasi evenienza.
Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker,quello del Parlamento europeo Martin Schulz e quello del Consiglio europeo Tusk si incontrano a Bruxelles per approntare un piano di emergenza. Sarà presente anche il premier olandese Mark Rutte, visto che l’Olanda detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue. Un primo incontro post-Brexit dei Paesi Ue è previsto sempre oggi, a Lussemburgo: un Consiglio dei segretari di Stato per gli Affari europei che preparerà il vertice Ue del 28 e 29 giugno. “E’ uno shock, una pessima notizia per tutti noi che adesso porta con sé un’incognita. Dobbiamo lavorare per dare la massima certezza possibile: dobbiamo individuare un percorso di uscita della Gran Bretagna che sia certo con un calendario certo”, ha detto il nostro sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei, Sandro Gozi, a Skytg24.
Il presidente del Parlamento Ue Schulz, peraltro, avrà un colloquio con la cancelliera tedesca Angela Merkel per discutere di come evitare una “reazione a catena”. “I negoziati per gestire l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea cominceranno presto”, ha detto lo stesso Schulz aggiungendo: “Il Regno Unito ha deciso di andare per la propria strada, penso che i dati economici questa mattina mostrino che sarà una strada molto difficile”.
Anche i leader dei singoli Stati membri corrono ai ripari. Il presidente francese François Hollande ha convocato un vertice all’Eliseo a cui sarà presente anche il premier Manuel Valls. “La vittoria del Brexit è triste
per la Gran Bretagna. L’Europa continua, ma deve reagire e ritrovare la fiducia dei popoli. E’ questa l’urgenza”, ha dichiarato intanto il ministro degli Esteri francese Jean-Marc Ayrault.
E dalla Germania arrivano le parole postate su Twitter dal vice cancelliere Sigmar Gabriel: “Maledizione, un brutto giorno per l’Europa”. “L’Europa dovrà adesso rimanere unita, insieme dobbiamo tirare fuori il meglio dalla decisione dei nostri amici britannici”, ha commentato poi il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble.
In Italia Matteo Renzi ha analizzato i risultati del referendum britannico nel corso di un vertice a Palazzo Chigi. E dai microfoni di Radio Vaticana esprime la sua preoccupazione anche Romano Prodi: “Male, molto male, ma andiamo adagio a parlare di dissoluzione dell’Ue”, ha detto l’ex premier italiano ed ex presidente della Commissione europea, precisando che si tratta “certamente di un segnale fortissimo sia per Bruxelles, per una politica che non si è resa conto dei problemi di tutti, sia per la stessa Gran Bretagna che potrà avere dei momenti di tensione interna estremamente forte”.
Secondo il premier belga Charles Michel, il vertice tra i leader Ue, ma senza David Cameron, si dovrebbe svolgere a luglio con l’obiettivo di “definire al più alto livello gli orientamenti politici sul futuro dell’Europa”. In particolare, spiega Michel, bisognerà individuare come procedere sulla strada del completamento del mercato unico e dell’unione monetaria, ma anche approfondire la cooperazione in materia di sicurezza. Si tratta di trasformare un “momento difficile” in una “opportunità”.
La Gran Bretagna esce dall’Unione europea. E l’Europa, svegliatasi di primo mattino attonita per la notizia della vittoria della Brexit, cerca ora di predisporre una reazione adeguata. Perchè, come ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, “l’Unione è determinata a mantenere la sua unità a 27”. Lo stesso Tusk ha precisato anche che “non ci sarà un vuoto giuridico perché la legislazione Ue continuerà a essere applicata al Regno Unito”.
Altro obiettivo urgente, in vista dell’apertura delle Borse europee e dopo il crollo di quelle asiatiche, è quello di rassicurare i mercati. Questa mattina è perciò prevista la pubblicazione di una comunicazione della Bce, che prima del voto aveva detto di essere preparata ad affrontare qualsiasi evenienza.
Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker,quello del Parlamento europeo Martin Schulz e quello del Consiglio europeo Tusk si incontrano a Bruxelles per approntare un piano di emergenza. Sarà presente anche il premier olandese Mark Rutte, visto che l’Olanda detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue. Un primo incontro post-Brexit dei Paesi Ue è previsto sempre oggi, a Lussemburgo: un Consiglio dei segretari di Stato per gli Affari europei che preparerà il vertice Ue del 28 e 29 giugno. “E’ uno shock, una pessima notizia per tutti noi che adesso porta con sé un’incognita. Dobbiamo lavorare per dare la massima certezza possibile: dobbiamo individuare un percorso di uscita della Gran Bretagna che sia certo con un calendario certo”, ha detto il nostro sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei, Sandro Gozi, a Skytg24.
Il presidente del Parlamento Ue Schulz, peraltro, avrà un colloquio con la cancelliera tedesca Angela Merkel per discutere di come evitare una “reazione a catena”. “I negoziati per gestire l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea cominceranno presto”, ha detto lo stesso Schulz aggiungendo: “Il Regno Unito ha deciso di andare per la propria strada, penso che i dati economici questa mattina mostrino che sarà una strada molto difficile”.
Anche i leader dei singoli Stati membri corrono ai ripari. Il presidente francese François Hollande ha convocato un vertice all’Eliseo a cui sarà presente anche il premier Manuel Valls. “La vittoria del Brexit è triste
per la Gran Bretagna. L’Europa continua, ma deve reagire e ritrovare la fiducia dei popoli. E’ questa l’urgenza”, ha dichiarato intanto il ministro degli Esteri francese Jean-Marc Ayrault.
E dalla Germania arrivano le parole postate su Twitter dal vice cancelliere Sigmar Gabriel: “Maledizione, un brutto giorno per l’Europa”. “L’Europa dovrà adesso rimanere unita, insieme dobbiamo tirare fuori il meglio dalla decisione dei nostri amici britannici”, ha commentato poi il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble.
In Italia Matteo Renzi ha analizzato i risultati del referendum britannico nel corso di un vertice a Palazzo Chigi. E dai microfoni di Radio Vaticana esprime la sua preoccupazione anche Romano Prodi: “Male, molto male, ma andiamo adagio a parlare di dissoluzione dell’Ue”, ha detto l’ex premier italiano ed ex presidente della Commissione europea, precisando che si tratta “certamente di un segnale fortissimo sia per Bruxelles, per una politica che non si è resa conto dei problemi di tutti, sia per la stessa Gran Bretagna che potrà avere dei momenti di tensione interna estremamente forte”.
Secondo il premier belga Charles Michel, il vertice tra i leader Ue, ma senza David Cameron, si dovrebbe svolgere a luglio con l’obiettivo di “definire al più alto livello gli orientamenti politici sul futuro dell’Europa”. In particolare, spiega Michel, bisognerà individuare come procedere sulla strada del completamento del mercato unico e dell’unione monetaria, ma anche approfondire la cooperazione in materia di sicurezza. Si tratta di trasformare un “momento difficile” in una “opportunità”.
Il voto per la Brexit è uno “schiaffo” all’Europa, ha detto ancora il premier belga, ma non per questo bisogna cedere al panico: “La costruzione dell’Ue è stato il più bel sogno del Ventunesimo secolo, bisogna costruirne un altro”.

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