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Mag 17

Brexit, il rischio è la frammentazione dei mercati finanziari. Ecco perché

Fonte: Il Sole 24 Ore

di Mara Monti


I movimenti populisti e le ricadute politiche in Europa oltre alla Brexit con l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea stanno mettendo in fibrillazione non solo i politici, ma anche gli operatori finanziari. «Con questi nuovi scenari in Europa e nel resto del mondo dovremo imparare a conviverci perché è prevedibile che dureranno a lungo». Ne è convinta Mandy DeFilippo, chair di Icma (International capital market association) che in questi giorni riunisce gli operatori del fixed income per il congresso annuale. Da un anno capo della più importante associazione degli operatori finanziari, con 565 banche aderenti di 60 paesi, Mandy è una delle rare donne con un ruolo di vertice nel mondo della finanza: oltre ad essere il numero uno dell’Icma, è managing director e global head risk management del fixed income per Morgan Stanley a Londra. Prima di arrivare alla banca di investimento americana è stata avvocato societario alla law firm Allen & Overy in Liverpool Street a Londra.
«Il contesto attuale sta cambiando velocemente e dobbiamo essere pronti a cogliere queste dinamiche», ha detto nel suo discorso davanti agli oltre mille delegati arrivati a Stoccolma da ogni parte dell’Europa. Il momento è delicato per il mercato finanziario e in particolare per quello obbligazionario che deve fare i conti con l’incertezza della Brexit e con l’ipotesi, sempre meno remota, di spostare il cuore della finanza internazionale dalla City di Londra ad altri centri finanziari, nel caso in cui il Regno Unito esca senza un accordo con l’Unione Europa. «C’è il rischio di una frammentazione dei mercati finanziari e con essa la loro funzionalità messa a dura prova per la difficoltà di stabilire standard concordati».
Dalle nuove regole imposte dalle autorità per rendere più trasparente il mercato all’impatto del Fintech che sta cambiando radicalmente il rapporto tra la banca e il cliente stanno modificando radicalmente il mercato finanziario. In particolare l’innovazione tecnologica che sta colpendo tutte le fasi di trading dalla primaria, al mercato secondario fino al repo market: «I cambiamenti tecnologici modificheranno inevitabilmente il rapporto tra la parte venditrice e quella acquirente, come in parte già sta succedendo», ha aggiunto il chair di Icma.
Nel caso del mercato primario, ad esempio, la tecnologia è vista come una soluzione per risolvere uno dei problemi emersi nel corso della crisi europea, ovvero l’accesso alla liquidità: «In un contesto in cui le banche non saranno più in grado di agire da “prestatori”, come può essere incoraggiato un maggiore uso dei mercati dei capitali e garantirne l’accesso agli investitori? Le soluzioni Fintech che collegano direttamente emittenti e investitori potrebbero colmare questa lacuna. Tuttavia, la conseguenza è l’esclusione dei normali intermediari, un trend che porterà ad una nuova trasformazione del mercato». Alcune piattaforme sono già state introdotte sul mercato americano e agiscono sulla formazione del prezzo nelle nuove emissioni e sull’allocazione dei titoli, andando ad escludere le figure dei bookrunner e dei lead manager, ruoli ricoperti dalle banche.
Ad animare il settore, ci sono i temi della finanza sostenibile come i green bond di cui Icma si è fatta fin dalle prime battute sostenitrice con l’adozione dei principi standard introdotti nella contrattualistica, così come quello della rappresentanza di genere: «Il momento è cruciale per il nostro mercato – ha concluso DeFilippo – ma siamo pronti a raccogliere le prossime sfide».

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