Biden e gli effetti della cancel culture

Fonte: Corriere della Sera

di Massimo Gaggi

La Casa Bianca, che pure ha dato spazio alla sinistra liberal, sa che, lasciando spazio a una deriva radicale su polizia, immigrazione e razza perderà le elezioni di mid term del novembre 2022

Woke, cioè sveglio, è un aggettivo usato, in inglese, per indicare qualcuno che sta all’erta. Nel linguaggio politico americano, però, associato agli atteggiamenti di attivisti come quelli di Black Lives Matter o di #metoo, questo termine viene usato dai conservatori in modo sarcastico o addirittura dispregiativo.
Nei primi mesi della sua presidenza Joe Biden ha tratto vantaggio dalla tendenza dei repubblicani, irritati dal diffondersi di un clima woke, a concentrarsi sulle culture wars che dividono ideologicamente l’America: politici, televisioni e siti dei conservatori, eccitati da dispute come quelle sulla rimozione dei monumenti di protagonisti della Guerra di Secessione o sulla critical race theory degli afroamericani radicali (propone una profonda revisione della storia Usa), si sono eccitati su questi temi anziché tentare di demonizzare il presidente democratico e i suoi primi, massicci, interventi economici e sociali, come avevano fatto 12 anni fa con Barack Obama. Questo ha consentito a Biden di varare misure incisive e con una forte impronta progressista (come quelle sul welfare) senza incontrare veti insuperabili e, a volte, nemmeno un’opposizione arcigna.
Ma ora l’atmosfera sta cambiando non tanto per l’irrigidimento dei repubblicani quanto per alcune forzature degli attivisti di sinistra che spaventano anche i moderati: l’elettorato di centro è, infatti, preoccupato dall’incremento della criminalità, come anche dagli eccessi della cancel culture che, ad esempio, mette ormai in discussione perfino i padri della Patria, da George Washington ad Abramo Lincoln.
Il cambio di rotta anche in campo democratico, innescato dalla reazione ai movimenti che hanno messo sotto accusa le polizie per i comportamenti violenti di diversi agenti, è diventato evidente con la scelta come futuro sindaco di New York di un ex poliziotto nero, Eric Adams, sostenitore di politiche law and order. Anche in parti del fronte progressista, insomma, cresce la spinta anti-woke. E alla Casa Bianca lo stesso Biden, che pure ha dato spazio alla sinistra liberal, sa che, lasciando spazio a una deriva radicale su polizia, immigrazione, razza e cancel culture, perderà le elezioni di mid term del novembre 2022 e, con esse, la possibilità di continuare a ottenere dal Congresso le leggi di cui ha bisogno per governare.

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