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Ott 16

Atene affonda le Borse, tonfo a Milano: -4,4% L’Europa brucia 276 miliardi, Piazza Affari 20

ECONOMIA

Fonte: La Stampa

In Grecia listini giù del 6,25%. Wall Street a picco: mai così male da tre anni. Il Ftse Mib ritorno ai minimi da metà dicembre. Bancari sotto pressione. S’impenna lo spread

Il prezzo del petrolio ai minimi da quattro anni, i crescenti timori sul piano del governo greco per uscire dal salvataggio, le preoccupazioni per la ripresa europea, i dati deludenti in arrivo dall’America su vendite, prezzi alla produzione e settore manifatturiero. Risultato: le Borse del Vecchio Continente vivono una giornata nerissima e bruciano 276 miliardi di capitalizzazione, con la piazza di Atene che arriva a lasciare sul terreno fino al 10% (si tratta del crollo intraday più alto degli ultimi sei anni) e chiude a -6,25%. In picchiata Piazza Affari, che archivia la seduta con un tonfo del 4,44%. Il Ftse Mib, sceso a 18.304 punti, cancella tutti i rialzi della prima parte dell’anno e torna ai minimi da metà dicembre 2013. E va a picco anche Wall Street, col Dow Jones che perde più di 450 punti (-2,63%). Peggiorano anche il Nasdaq (-2,41%) e l’indice S&P500 (-2,73%). È la peggiore giornata degli ultimi tre anni. In serata, presentando la Legge di stabilità, Padoan ha spiegato che «c’è stato un riprezzamento, un riaggustamento dei prezzi del quale siamo vittime anche noi: ma identificare un fattore italiano è fantasioso».

FINANZIARI SOTTO TIRO

A Milano tutti i titoli chiudono in rosso, ma sono le banche a pagare il prezzo più alto: -8% Banco Popolare, -7,7% Bper, -7,6% Mps, -7,5% Bpm. Fuori dal settore del credito -6,4% Mediaset.

MALE TUTTO IL VECCHIO CONTINENTE

I timori attraversano tutto il Vecchio Continente: il Dax di Francoforte scende del 2,87% a 8.571,95 punti, il Cac 40 di Parigi arretra del 3,63% a 3.939,72 punti, l’Ftse 100 di Londra segna -2,83% a 6.211,64 punti, l’Ibex di Madrid scivola del 3,41% a 9.856,6 punti.

TORNA LA TENSIONE SUI TITOLI DI STATO

Chiude in forte rialzo anche lo spread tra BTp e Bund: il differenziale di rendimento sulla scadenza decennale tra il benchmark decennale italiano e quello tedesco si attesta a 166 punti base, in aumento di 19 punti base rispetto ai 147 punti registrati ieri in chiusura. Sale anche il rendimento del benchmark italiano decennale che si porta al 2,42%. Vanno male tutti i titoli di Stato emessi dai Paesi periferici dell’Eurozona, Bonos in testa. Lo spread tra Germania e Spagna sulla scadenza decennale sale a 137 punti base mentre il rendimento del decennale spagnolo vola al 2,14%. Le tensioni premiano il Bund tedesco, che aggiorna i minimi di rendimento e chiude allo 0,76%.

LE BANCHE ELLENICHE NEL MIRINO 

Ma i fari sono puntati sulla Grecia, che vive di nuovo ore complicatissime. Ad innescare i timori è stato un report diffuso di Fitch: l’agenzia di rating sottolinea che nonostante i progressi compiuti le banche elleniche «restano zavorrare da pesanti problemi sui portafogli prestiti».

RUBLO A ROTTA DI COLLO 

Intanto, la divisa russa continua a segnare record dopo record in negativo: oggi, dopo aver toccato i 51,75 rubli per un euro, ha superato per la prima volta il muro dei 52 rubli.

IL PETROLIO GIU’ 

In una giornata complessa c’è da registrare il nuovo tonfo del greggio, che dopo il crollo di ieri (il Brent ha perso il 4,3% realizzando la più grossa perdita giornaliera da settembre 2011) oggi lascia sul terreno un altro 2% a 83,37 dollari al barile. Giù anche il Wti a 80,9 dollari al barile (-1,1% dopo il -4,6% di ieri), ormai a ridosso della soglia di 80 dollari.

 

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