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Nov 26

Allarme terrorismo, Bruxelles: la polizia chiude l’autostrada 800 fucili sequestrati a Trieste

Fonte: Corriere della Sera

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Al sesto giorno di allerta massima gli agenti sono intervenuti tra Charleroi e Namur cercando armi ed esplosivo. Rilasciato il giovane ferito nei raid di domenica. Il borgomastro di Molenbeek: nomi degli Abdeslam e di Abaaoud in lista sospetti

Ooperazione antiterrorismo giovedì mattina con una «importante presenza di polizia» e di artificieri a Auvelais, località vallone tra Charleroi e Namur, in Belgio. L’autostrada E42 è stata chiusa in un tratto nei pressi della località. Le forze dell’ordine sarebbero state cercando armi ed esplosivi. Il servizio di assistenza stradale Touring Mobile ha parlato di autostrada bloccata da «un ostacolo». Da quasi una settimana il Belgio, e in particolare la capitale Bruxelles, sono oggetto di un grave allarme terrorismo mentre prosegue la ricerca di uno degli attentatori di Parigi, Salah Abdeslam. Per tutta la settimana l’allerta rimane a livello 4 nella capitale, e a 3 nel resto del Paese, in una scala dove il 4 è il livello massimo.

Due ore di ricerca

Il tratto di autostrada – la E42 collega Dunkerque (Francia) alla città bavarese Aschaffenbourg (Germania) – è stato chiuso intorno alle 11.20. L’operazione ad Auvelais si è conclusa intorno alle 13.30, secondo Le Soir che cita «fonti giudiziarie». Il sindaco, Jean Charles Luperto, ha riferito che nell’operazione è stato dispiegato un importante dispositivo di polizia.

Rilasciato il giovane ferito domenica: «Panico, non terrorismo»

Nel frattempo è stato rilasciato il giovane di 20 anni che domenica scorsa si era volontariamente lanciato in auto contro le forze di polizia durante il raid di a Molenbeek. La polizia aveva aperto il fuoco e l’uomo era stato ferito ad un braccio, e poi fermato per «ribellione armata» e trasportato in ospedale.

«Buste con polvere sospetta» alla Grande Moschea di Bruxelles

Intanto non mancano, in un clima teso, segnalazioni anche dalla Capitale. La Grande Moschea di Bruxelles, situata nel Parco del Cinquantenario a poche centinaia di metri dalle istituzioni europee, è stata evacuata dopo il ritrovamento di diverse buste contenenti una «polvere sospetta». Le sette persone presenti al momento del ritrovamento non presentano alcun sintomo di intossicazione ma sono state sottoposte alla procedura di decontaminazione. Per recuperare le buste ed analizzarne il contenuto, sul posto è arrivato il laboratorio della Protezione Civile come previsto dalla «procedura per l’allarme antrace».

I nomi degli Abdeslam e di Abaaoud in una lista di sospetti

Sul fronte delle indagini è emerso che i nomi di Salah e Brahim Abdeslam e Mohamed Abrini, ma anche quelli dei fratelli Abaaoud, facevano parte di una lista di 85 soggetti sospettati di radicalizzazione inviata dall’Ocam (l’organo belga per l’analisi della minaccia, ovvero il coordinamento anti-terrorismo) al borgomastro di Molenbeek, Françoise Schepmans. Schepmans ha spiegato al sito di Rtbf che Abrini era nella lista come «persona rientrata dalla Siria» specificando che «un’inchiesta era stata condotta dalla polizia per verificare se era ancora nel quartiere ed il risultato era stato negativo» per cui «l’11 novembre – due giorni prima dei sanguinosi attentati di Parigi – la polizia aveva chiesto all’anagrafe locale la radiazione di registri». Salah Abdeslam era nella categoria delle persone «in via di radicalizzazione», mentre del fratello Brahim (che si è fatto esplodere davanti ad un bar dell’11/o arrondissement di Parigi) era indicato che «aveva cercato di raggiungere la Siria». Abdelhamid Abaaoud, spesso indicato come leader della strage di Parigi, era dato come «presunto in Siria», come il fratello minore Youne’s.

Trieste, 800 fucili a pompa diretti in Belgio, Olanda e Germania

Sempre giovedì la Guardia di finanza e l’Agenzia delle dogane e dei monopoli di Trieste, nel corso di un servizio al porto, hanno sottoposto a controllo un autoarticolato olandese, condotto da un cittadino turco, sbarcato al porto di Trieste il 23 novembre, proveniente dalla Turchia e destinato in Germania, Olanda e Belgio. Durante la verifica della merce trasportata, eseguita il 24 novembre, sono state individuate centinaia di scatole di cartone, ciascuna delle quali contenente un fucile a pompa, per un totale di 781 armi da fuoco modello «Winchester SXP», tutte dirette in Belgio. Il rappresentante legale dell’azienda turca produttrice dei fucili di grosso calibro è stato denunciato.

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