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Gen 17

Affamate di credito le piccole imprese

Le Piccole e Medie Imprese (PMI), in particolare quelle che operano nella periferia della Eurozona, sono affamate di credito e pagano interessi tre volte superiori a quelli delle loro omologhe in Germania.

Lo sostiene un autorevole studio promosso dall’International Finance, organismo della Banca Mondiale, insieme alla Bain & Co., una società di Boston, con  50 sedi in 32 Paesi e più di 6.000 impiegati,  che fornisce servizi di consulenza alle più importanti organizzazioni non profit e ai Governi.

I risultati dimostrano chiaramente che le PMI in Irlanda, Italia, Spagna e Portogallo possono ottenere credito con interessi da 4 a 6 punti superiori a quelli della Repubblica Federale.

Il differenziale è più pesante di quello suggerito dai dati della Banca Centrale Europea, le cui cifre più recenti indicano che i paesi periferici dell’Eurozona pagano una percentuale da 1,5 a 2,5 superiore a quella tedesca per prestiti inferiori a 1 milione di euro.

I due terzi del lavoro in Europa è assicurato dalle  PMI, ed è impossibile immaginare la crescita tanto sperata se per loro il costo del credito aumenta mentre ne diminuisce la disponibilità.

Il volume dei nuovi prestiti è diminuito del 66% in Spagna e del 45% in Portogallo. Ma il declino in alcuni Paesi, pur considerati fra le migliori economie dell’UE, sono stati peggiori di quello italiano che è del 21%, mentre in Francia è del 37% e in Olanda del 32%.

A questo proposito il Rapporto di Bain & Co. suggerisce che i Paesi dell’UE più duramente colpiti dovrebbero dotarsi di task force nazionali per affrontare il problema. E aggiunge che una delle cause da eliminare è la mancanza di informazioni sulla buona affidabilità delle PMI nel restituire i debiti contratti.

La Banca di Francia  e le Assicurazioni in Olanda e Belgio, forniscono invece dati attendibili sulle attività economiche dei loro assicurati.

Ogni Stato membro dell’Unione dovrebbe pertanto impegnarsi a garantire un flusso di informazioni valide sulle Piccole Imprese coinvolgendo e responsabilizzando anche la Commissione Europea.

Beatrice Rangoni Machiavelli

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