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Apr 26

25 Aprile, le piazze piene dell’Italia che festeggia la Liberazione. Mattarella: “Fu una rivolta morale. No al baratto della libertà con l’ordine”

Fonte: La Repubblica

di Alberto Custodero

Centinaia di migliaia di persone alle manifestazioni nelle città italiane, al Nord come al Sud. Il capo dello Stato: “Ripudio del razzismo fondamento dell’Italia”. Il leader 5S attacca Salvini: “Divide chi non vuole festeggiare”. Zingaretti: “Oggi una risposta alle provocazioni”. A Milano contestazione per la brigata ebraica da parte degli antagonisti

Settantamila persone solo alla manifestazione di Milano. E decine di migliaia in tutta Italia, a Nord come al Sud. Come e più degli anni scorsi. La giornata dedicata alla Liberazione è stata più commossa e partecipata del solito. Nell’anno in cui una forza politica di governo – la Lega – ha deciso di non partecipare alle cerimonie. Mentre si moltiplicano le provocazioni di formazioni neofasciste. Ma a segnare la giornata sono state, prima di tutto, le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di Vittorio Veneto, per il 74esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo.

Mattarella: “Fu il ritorno alla libertà”
“Festeggiare il 25 aprile – dice Mattarella – significa celebrare il ritorno dell’Italia alla libertà e alla democrazia, dopo vent’anni di dittatura, di privazione delle libertà fondamentali, di oppressione e di persecuzioni. Significa ricordare la fine di una guerra ingiusta, tragicamente combattuta a fianco di Hitler”. E il capo dello Stato ammonisce: “La storia insegna che quando i popoli barattano la propria libertà in cambio di promesse di ordine e di tutela, gli avvenimenti prendono sempre una piega tragica e distruttiva”.
“Molti italiani, donne e uomini, giovani e anziani, militari e studenti, di varia provenienza sociale, culturale, religiosa e politica, maturarono la consapevolezza che il riscatto nazionale sarebbe passato attraverso una ferma e fiera rivolta, innanzitutto morale, contro il nazifascismo”, dice Mattarella. “A chiamarci a questa celebrazione – continua – sono i martiri delle Sant’Anna di Stazzema e di tanti altri luoghi”. E poi un passaggio più che mai attuale: “L’Italia pone i suoi fondamenti nella dignità umana, nel rispetto dei diritti politici e sociali, nell’eguaglianza tra le persone, nella collaborazione fra i popoli, nel ripudio del razzismo e delle discriminazioni”, e “non era così nel ventennio fascista”.

Il 25 aprile dalle città
“Festa non di tutti, ma di chi crede nella democrazia e nella libertà”, dice il sindaco di Milano Beppe Sala. A Milano, nonostante il maltempo, 70 mila persone si sono riversate in piazza Duomo. Sul palco milanese, i leader di Cgil, Cisl e Uil. “Il governo si ricordi della lotta alla mafia tutti i giorni”, ha detto Maurizio Landini, rivolto a Salvini che ha scelto proprio questa giornata per andare a Corleone. Una giornata di festa macchiata dalla contestazione alla Brigata ebraica da parte di una ventina di antagonisti.
“Chi non celebra la Liberazione – attacca il sindaco di Napoli Luigi De Magistris rivolto al titolare del Viminale – tradisce il giuramento da ministro, vergognoso”. “In questa data – ha affermato da Napoli il presidente della Camera Roberto Fico (M5S) – è finito lo schifo del fascismo”. “Parlare di derby o dire ‘un 25 aprile ma…’ – ha aggiunto il presidente della Camera – è un qualcosa di assolutamente sbagliato”.
Da Torino anche il governatore Chiara Appendino criticano Salvini: “Uno sgarbo non commemorare il 25 aprile. Intollerabile”, attaccano. Diecimila persone in piazza a Genova, città decorata con la medaglia d’oro per gli anni della Resistenza, dove quest’anno non si sono ripetuti i fischi a Toti e Bucci.
“Salvini ministro della paura”, tuona l’Anpi in piazza a Bologna. A Firenze alla cerimonia non ha preso parte il candidato sindaco del centrodestra Bocci. “Non permetteremo che Firenze smarrisca la sua memoria”, ha detto il primo cittadino, Dario Nardella.
A Roma il corteo tradizionale dell’Anpi si è snodato fino a Porta San Paolo. Tra gli slogan intonati “Roma è antifascista” e “Ora è per sempre Resistenza”. I manifestanti hanno ricordato anche la storica partigiana Tina Costa. Tra le bandiere quelle dei sindacati tra cui la Cgil, il Pd, Emergency. Qui ci sono stati fischi, ma anche applausi, per la sindaca Virginia Raggi. “Se siamo qui è per rendere omaggio e celebrare perché ci crediamo davvero, per le persone che hanno deciso di opporsi contro il regime e hanno dato la vita per esprimere le proprie idee, come qualcuno di voi sta facendo adesso”, ha detto la sindaca replicando ai contestatori.

La corona al Milite Ignoto
In mattinata a dare il via alle celebrazioni per il 25 Aprile deponendo una corona d’alloro al Sacello del Milite ignoto, all’Altare della Patria, era stato il presidente Mattarella.
“Oggi è importante festeggiare”, ha commentato il presidente del Consiglio. “Il 25 aprile, ha aggiunto, “è la festa di tutti”. A chi gli chiedeva se il ministro dell’Interno Matteo Salvini avesse sbagliato a non festeggiare il 25 aprile, il premier ha tagliato corto: “Oggi è un giorno di festa, non facciamo polemiche”.

Lega-M5s, Di Maio: “Divide chi non festeggia”
Ma gli echi delle polemiche dei giorni scorsi non si sono certo spenti. “È incredibile – ha detto Di Maio – per giorni si è discusso di una festa, come se il Paese non avesse altri problemi a cui pensare”. Ma è poi lo stesso vicepremier grillino a pungolare il vicepremier leghista in Sicilia.
“La mafia – chiosa Di Maio – si elimina con il buon esempio, non festeggiando a Corleone”. E a proposito del governo diviso alle cerimonie per l’anniversario della Liberazione, attacca il ministro dell’Interno: “Divide chi non vuole festeggiarlo. Noi non vogliamo essere divisivi, il 25 aprile deve essere una giornata di unione”. “Non sono a Corleone per un pic-nic. Non replico a polemiche, sono in modalità zen”, ribatte Salvini.
Mentre il leader della Lega infiamma le polemiche per la sue dichiarazioni sulla sua “sfida” alle mafie a Corleone proprio il giorno della Liberazione dal nazifascismo, la ministra leghista della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, prende una posizione a favore del 25 aprile. “La memoria è un dovere – twitta – ricordiamo con gratitudine le donne e gli uomini rimasti sui monti azzurri a far la guardia alla libertà”.

Zingaretti: “Piazze piene risposta a provocazioni”
“Noi amiamo l’Italia del lavoro, della pace, della libertà, del benessere. Quella del 25 aprile. Quella che affronta i problemi e vuole togliere le paure agli italiani”, twitta Nicola Zingaretti. Il segretario dem partecipa alla manifestazione per il 25 aprile a Milano: “Le risposte più belle a queste provocazioni le stanno dando le piazze piene di italiani che difendono la libertà e la democrazia. Non vale nemmeno la pena di dare attenzione a queste cose perché questi valori sono molto più vivi e radicati di quanto ci si immagini, per fortuna”.

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